Lettera dell'8 luglio 2019

Come stelle che non cadono

Un viaggio in montagna, l’aria fresca della sera, i cieli bucati di stelle.
L’ispirazione è arrivata come un pugno, così ho scritto di getto per sbrogliare la matassa di pensieri cullati in una notte alpina…

Tra le montagne ho sognato a occhi aperti.

Ho immaginato di lasciare la pianura per un tempo lungo quattro stagioni e di abitare in una casetta al limitare del bosco con poche occupazioni oltre a quella -fondamentale- di fissare sul taccuino lo scorrere delle luci e dei colori.

Mi sono vista a piedi nudi nelle ombre d’estate, accanto al fuoco d’autunno, nelle notti luminose d’inverno e poi tra le gemme verdi di primavera a rievocare storie screziate di muschio e impastate con resina e aghi di pino -mai del tutto mie ma, come piace a me, frutto dell’unione tra la mia sensibilità e l’anima altrui.

Dove mi porterebbe una scelta così?
Che piega prenderebbe la mia strada?

Nel calare della sera alpina mi sono ritrovata a domandarmi se, così facendo, avrei avuto una chance di maggior fortuna, se sarei arrivata prima dove sento di dover andare.
Con lo spuntare delle stelle mi sono accorta che, inseguendo questo sogno, una parte di me si stava chiedendo se ciò che ultimamente desidero fosse realmente in sintonia con l’incredibile abbondanza delle possibilità di cui potrei disporre.
Con l’alzarsi della luna non ho trovato una risposta, eppure a poco a poco mi sono rasserenata perché mi sono ricordata che i sogni, per dare nutrimento, non devono realizzarsi per forza.

Forse la prospettiva giusta è accoglierli come parte di noi: sfaccettature leggermente fuori asse, schegge che stanno per trovare un incastro, frammenti non ancora del tutto a fuoco.

Forse la cosa migliore è adoperali come se fossero stelle: anche se distanti -quel tanto che serve per non scottarsi- basta ammirarle per saperle vicine e contarle per sentirsi un po’ al caldo.

E allora, se davvero è così, ecco che il segreto non è più inseguire quelle cadenti, ma imparare a riconoscersi nell’unità che sostiene tutta la mappa del cielo.

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