Lettera del 26 aprile 2019

Il tempo dei cd

La mia prima esperienza lavorativa ha avuto come location il seminterrato di un piccolo studio di produzione audio, a Milano.

Ci sono capitata come stagista all’indomani della fine del Master in Illustrazione Editoriale che ho preso a 24 anni ed è strano come, ora che ci penso, mi tornino in mente vividissimi tutti i dettagli: il costante viavai di artisti e musicisti, le risate assieme agli altri componenti dello staff, le pause pranzo in compagnia e tutte le scuse per bere un caffè.
Per loro facevo un po’ di tutto: banner, brochure, volantini e, la parte migliore, il graphic design dei cd.
Il primo lavoro che mi hanno affidato -fidandosi probabilmente più del buon nome della mia scuola che non di me!- è stato proprio un cd per un giovane e talentuoso pianista della Val d’Ossola, Enzo Sartori.

Allora non potevo saperlo, ma con quel progetto veniva gettato un seme destinato a germogliare a distanza di ben cinque anni.

Quello che è accaduto nel corso di tutto questo tempo è un’altra storia; ora voglio solo dirti che tutto quello che ti racconto sulle storie che invogliano a prendervi parte, sul piacere di scoprire cosa può prendere vita dall’unione di due sensibilità, sul trovare il sapore specifico di un brand è partito da lì, da quel seminterrato in cui per la primissima volta mi sono chiesta come avrei potuto interpretare visivamente la sensazione che quell’insieme di note suonate al piano e significati riposti dall’artista nel suo lavoro sapevano suscitare.

Una sola risposta che spieghi il risultato di questa ricerca, a dire il vero, ancora oggi non c’è: c’è tanto istinto, che mi guida nel cogliere sfumature e guizzi di colore quando parlo con chi si affida a me; c’è tantissimo ascolto, per immergermi completamente nel mondo che dovrò rappresentare, c’è molta sperimentazione, perché non mi piace limitarmi a usare gli stessi strumenti nello stesso modo e appena posso mi diverto a cambiare le carte in tavola. 

Nel giro dei due anni che ho passato in Preludio (questo il nome dello studio) il mercato è cambiato in fretta e così da quando me ne sono andata più nessuno mi ha chiesto di progettare un cd.
Poco male. Come recita la morale di una celebre canzone: “Tutto alla fine andrà bene, e se non andrà bene, è perché ancora non è la fine”.

Per l’appunto: era solo l’inizio.

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