Corrispondenze

Crescere
12 aprile 2017

Ci deve essere un filo invisibile che lega tra loro le cose che accadono, un legame che travalica spazio e tempo e che si stringe nelle circostanze più inaspettate.

Se così non fosse, non mi spiego le coincidenze, i “posti giusti al momento giusto”, le corrispondenze che irrompono e che riordinano (forse più spesso di quanto non si creda) il caos del quotidiano.

Settimana scorsa ho conosciuto una ragazza dolcissima di nome Giulia -in arte Giui– una cantastorie moderna che si serve dell’obiettivo fotografico per narrare i suoi racconti. Ho iniziato a seguirne il blog qualche tempo fa, e non ci è voluto molto perché maturasse in me il desiderio di coinvolgerla nelle attività dell’Officina.

Abbiamo sorseggiato tè freddo in un soleggiato pomeriggio d’aprile: in lei ho ritrovato quella sensibilità così attenta ai moti dell’animo che riscontro in me stessa, ed ho percepito una corrispondenza talmente forte da permettermi di riunire, finalmente, i molti pezzi di un puzzle di cui non trovavo mai fino in fondo l’incastro.

Parlando di storytelling, in un attimo mi è apparso -con un’evidenza folgorante- il filo invisibile a cui si intrecciano tutte le cose di cui mi importa veramente, l’unità dietro le numerose briciole che raccolgo. 
Mi sono resa conto di essere tornata al punto di partenza di un percorso circolare, ma grazie all’esperienza maturata lungo il cammino questa volta so con esattezza cosa devo fare.

Ho capito che quello che mi fa brillare gli occhi, e che coltivo in modi diversi, è raccontare: mi piace raccontare la pienezza che germoglia dall’intreccio tra vita e lavoro.

Questa visione, questo modo di vivere il lavoro -ma non solo-, è anche quello che veramente mi attira nelle professioniste che seguo: la sopracitata GiuiGiulia B. AmorusoRita BellatiEnrica Crivello (giusto per citarne alcune!).

Il mio contributo è racchiuso qui: attraverso questo blog, i servizi che sto lentamente mettendo a punto e gli incontri che organizzo in Officina, voglio proporre delle occasioni per imparare a raccontare il modo unico in cui ciascuno di noi vive questo intreccio.

Con la speranza che, nel racconto, qualcuno possa trovare anche un po’ sé stesso. 

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