Identità visiva

Dan in the Whale

“Vorrei che le persone tornassero a stupirsi come quando erano bambini. Che tornassero a casa con un briciolo di consapevolezza in loro stessi e felicità in più. Vorrei essere un generatore di entusiasmo, come quando si fa un bel gioco. ”

Daniele

Daniele è tante cose.
Autore, consulente, formatore, poeta, padre e marito. Il suo lavoro si nutre di ambiti, influenze e stimoli diversi che, oscillando tra la comunicazione, la gamification e il marketing, sono separati solo in superficie: tutto ciò che fa, infatti, non è il fine, ma il mezzo che utilizza per perseguire uno scopo più grande. Generare consapevolezza per risvegliare l’entusiasmo e quella voglia di giocare che, da adulti, tendiamo a giudicare come “infantile”. 

Il suo sguardo, più che in lontananza, si spinge in profondità e, così come la balena che ha scelto per rappresentarsi, non teme di immergersi fin dove non si vede per riportare a galla ciò che giace nascosto nell’abisso.

Per progettare la sua nuova identità visiva sono partita da qui, da questo desiderio di andare a fondo, così il concept racconta di un esploratore dell’ignoto in grado di creare narrazioni alternative per accompagnare le persone a raggiungere il proprio “altrove”, cioè la trasformazione a cui ambiscono.

Mi piace considerare un logo come la promessa che facciamo a chi ci incontra. Quello di Daniele ha a che fare con la possibilità di tornare a esperire come bambini e di scoprire come può cambiare il nostro sguardo sul presente quando ritroviamo la fiducia con cui, a quel tempo, vedevamo noi stessi e il mondo.

Ecco la storia che ho immaginato per Daniele

Anno 2122.
Grazie a uno stupefacente progresso tecnologico, l’umanità ha raggiunto ogni traguardo e prospera sulla Terra e nello spazio.
Innumerevoli malattie sono state sconfitte, nuovi pianeti sono stati colonizzati, il benessere materiale è alla portata di tutti, eppure…
eppure, ovunque regna il Caos.

Un Caos che gli scienziati non riescono né a spiegare né, tantomeno, ad arginare. Primordiale e dilagante, oscura le menti, rallenta i cuori, annebbia gli occhi, confonde le azioni e dilaga ovunque, costringendo l’Uomo -liberato dal male fisico- a una nuova forma di schiavitù.
Ma non tutti ne sono colpiti.

La Stirpe dei Maghi, esigua superstite di un tempo in cui tutte le cose vibravano e avevano una voce, si è dimostrata immune. Non solo. I suoi pochi rappresentanti posseggono un dono ed errano per lo spazio con una missione: porre fine al Caos trasformandolo nell’unica cosa che può sconfiggerlo.
Il Significato.

Anno 2122.
Grazie a uno stupefacente progresso tecnologico, l’umanità ha raggiunto ogni traguardo e prospera sulla Terra e nello spazio. Innumerevoli malattie sono state sconfitte, nuovi pianeti sono stati colonizzati, il benessere materiale è alla portata di tutti, eppure… eppure, ovunque regna il Caos.

Un Caos che gli scienziati non riescono né a spiegare né, tantomeno, ad arginare. Primordiale e dilagante, oscura le menti, rallenta i cuori, annebbia gli occhi,

confonde le azioni e dilaga ovunque, costringendo l’Uomo -liberato dal male fisico- a una nuova forma di schiavitù.
Ma non tutti ne sono colpiti.

La Stirpe dei Maghi, esigua superstite di un tempo in cui tutte le cose vibravano e avevano una voce, si è dimostrata immune. Non solo. I suoi pochi rappresentanti posseggono un dono ed errano per lo spazio con una missione: porre fine al Caos trasformandolo nell’unica cosa che può sconfiggerlo.
Il Significato.

Così fa Dan.
Attraversando la vastità degli spazi siderali, viaggia per Costruire Significato e placare la confusione e
l’incertezza di chi incontra.
Ma il suo dono non se l’è cercato ed è stata lunga la lotta per comprenderne il senso.

Artefice e testimone di questa battaglia è la balena che lo accompagna: un essere vivo, impulsivo, mai addomesticato e imprevedibile, da cui però Dan non può prescindere.
Anche se le lunghe cicatrici che ne ornano il dorso raccontano delle volte in cui ha rischiato di rimanerne inghiottito, Dan sa che senza questa creatura abissale non potrebbe muoversi per lo spazio e portare avanti la sua missione.

Non solo: la lotta quotidiana per mantenersi in equilibrio tra la spinta primitiva -ma motrice- della Balena e la forza della propria ragione -che nonostante la sua luce rischia di immobilizzarlo in un labirinto di mondi possibili- lo hanno condotto a una profonda consapevolezza.

Così fa Dan.
Attraversando la vastità degli spazi siderali, viaggia per Costruire Significato e placare la confusione e
l’incertezza di chi incontra.
Ma il suo dono non se l’è cercato ed è stata lunga la lotta per comprenderne il senso.

Artefice e testimone di questa battaglia è la balena che lo accompagna: un essere vivo, impulsivo, mai addomesticato e imprevedibile, da cui però Dan non può prescindere.
Anche se le lunghe cicatrici che ne ornano il dorso

raccontano delle volte in cui ha rischiato di rimanerne inghiottito, Dan sa che senza questa creatura abissale non potrebbe muoversi per lo spazio e portare avanti la sua missione.

Non solo: la lotta quotidiana per mantenersi in equilibrio tra la spinta primitiva -ma motrice- della Balena e la forza della propria ragione -che nonostante la sua luce rischia di immobilizzarlo in un labirinto di mondi possibili- lo hanno condotto a una profonda consapevolezza.

Dan ha compreso che è nella capacità di oscillare tra numerosi “altrove” -dentro e fuori di sé- che risiede la vera natura della sua abilità a Costruire Significato, nonché l’origine del male che affligge gli uomini.

Non può esserci, infatti, equilibrio senza movimento, né vita senza morte.

Ma gli uomini lo hanno dimenticato.
Forti della loro scienza e del loro progresso, si sono arroccati dietro a dogmi immutabili, si sono fatti scudo con l’esito certo dei calcoli matematici, si sono rinchiusi in una scatola a loro misura e, così facendo, hanno tagliato fuori l’imprevedibile, il rischio, il cambiamento e l’entusiasmo.

Dan, però, non giudica.

Non si preoccupa di stabilire se la scelta degli uomini sia stata giusta o sbagliata, ma prosegue il suo viaggio aiutando chi incontra perché nemmeno lui può essere diverso da ciò che è: un uomo che lotta, che rischia, che ride, che ama, che piange, che spesso perde e che ogni tanto vince e che, per tutto questo, può Costruire Significato dal Caos.

Dan ha compreso che è nella capacità di oscillare tra numerosi “altrove” -dentro e fuori di sé- che risiede la vera natura della sua abilità a Costruire Significato, nonché l’origine del male che affligge gli uomini.

Non può esserci, infatti, equilibrio senza movimento, né vita senza morte.
Ma gli uomini lo hanno dimenticato.
Forti della loro scienza e del loro progresso, si sono arroccati dietro a dogmi immutabili, si sono fatti scudo con l’esito certo dei calcoli matematici, si sono rinchiusi in una scatola a loro misura e, così facendo,

hanno tagliato fuori l’imprevedibile, il rischio, il cambiamento e l’entusiasmo.

Dan, però, non giudica.

Non si preoccupa di stabilire se la scelta degli uomini sia stata giusta o sbagliata, ma prosegue il suo viaggio aiutando chi incontra perché nemmeno lui può essere diverso da ciò che è: un uomo che lotta, che rischia, che ride, che ama, che piange, che spesso perde e che ogni tanto vince e che, per tutto questo, può Costruire Significato dal Caos.

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