Il sapore delle pesche

Note a margine
12 luglio 2018 

Amica mia,

dove sei?

Ti chiamo e non mi rispondi, ti cerco ma non ti trovo.

Fa freddo senza di te, e il luogo in cui giaccio è buio e pericoloso.
Quando hai lasciato la mia mano?

Camminavamo insieme, ricordi? Camminavamo insieme per questa terra verde, ridevamo e scherzavamo, la vita ci sembrava dolce come una pesca matura e noi sapevamo che, insieme, ne avremmo potuto gustare il sapore ogni volta in cui lo avremmo voluto.

Eravamo felici, io e te.

Una felicità semplice e completa, che scaturiva generosa dalla certezza che nulla ci sarebbe mai mancato perché quello che non avevamo, insieme lo avremmo conquistato presto.

Insieme, io e te.

Le nubi non potevano spaventarci, il temporale non poteva fermarci. Sempre insieme, e questo angolino di mondo ci sembrava già nostro.

E poi?

Non ho ricordo di cosa è accaduto dopo: dobbiamo essere inciampate in qualche anfratto della vita perché quando ho riaperto gli occhi tu non eri più accanto a me.

Ora sono qui, sola e sperduta, e sai bene che senza di te sono destinata a spegnermi poco a poco, come una fiamma priva di ossigeno; sai che sono condannata a morire.

Tu no, tu puoi sopravvivere, ma io ti domando: che vita ti aspetta senza di me?
Chi ti consolerà quando sarai triste, chi ti accompagnerà a casa quando ti sembrerà di aver smarrito la strada? Chi ti ricorderà chi sei veramente, e il molto che puoi (devi) fare?

Nessuno può, solo io.

Senza di me incomberà presto la paura e allora ti sentirai paralizzata, accecata, incapace di vedere la strada. Forse è già arrivata.

Ma anche io, senza di te, sono nulla; un soffio di vento tanto leggero da non riuscire a spostare una semplice piuma.

La gente mi attribuisce poteri sensazionali, ma solo perché difficilmente si preoccupa di vedere oltre le apparenze. Se lo facesse, saprebbe che non sono io che compio la magia: la magia accade dal sodalizio, dall’unione, dall’abbandono tra noi due, dal tuo “sì” pronunciato ad alta voce.

La vita è solo un atto di fiducia e chi sostiene il contrario, mente.

Ma io non posso sostenerti se tu non mi vuoi accanto, perché separate non siamo nulla. É solo insieme, solo insieme che io e te spostiamo le montagne.

Per tutto questo, quindi, io ti prego: vieni presto a prendermi.

Ti prometto che rideremo di nuovo e che di nuovo cammineremo su questa terra verde, dolce come una pesca matura, e che ne gusteremo ancora il sapore.

Ma devi venire presto, prima che la paura e l’incertezza abbiano preso il mio posto accanto a te.

Torna da me, che ti amo come una sorella. 
Vieni a riprendermi, vieni a riprenderti.

Per sempre tua, amica e compagna fedele,
Fiducia

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