La primavera nel cuore

Racconti
24 aprile 2018 

<< Carissima,

lascia che te lo dica: sei stata ben poco cortese!

Mi hai invocata e poi ti sei risentita del fatto che io non sia accorsa come e quando volevi tu, e nemmeno ti sei accorta, presa com’eri a lamentarti della mia presunta assenza, che io invece ero già lì.

Hai stabilito ch’io debba presentarmi sotto le sembianze di un vento dolce ed agire sui tuoi sensi come fa il profumo -e di certo non mi dispiace farlo- ma chi ha deciso che debba essere questa la mia unica veste?

Nei giorni scorsi hai accusato un formicolio sottopelle, una sensazione di irrequietezza mista a euforia ed eccitazione.

Ebbene, ero proprio io.

Perché io, a discapito di quello che tu forse vorresti, ho tutto il diritto di arrivare quando mi aggrada e di vestire i panni che più ritengo utili allo scopo.

La vita non può scorrere sempre tranquilla come un ruscello, ed io non posso sempre essere quel vento rassicurante che tu vorresti: alle volte è più utile che il torrente diventi burrasca, ed il vento tormenta.

C’è bisogno di sconquassarvi, di stravolgervi e di ribaltarvi, onde scongiurare l’unica cosa in grado di cancellarmi realmente dalle vostre vite: la rassegnazione o, peggio ancora, l’abitudine.

Ho visto troppi cuori smettere di battere per me, assuefatti alla monotonia senza scossoni che promettono le giornate tutte uguali.

So che l’hai notato, stamattina, quel commesso alla biglietteria della stazione: quanta apatia nel suo sguardo, quanto disamore per la vita!

Eppure ti assicuro che nel suo petto, un tempo, batteva il cuore di un grande avventuriero: s’era fatto ferroviere sospinto dal desiderio di viaggiare per il mondo a bordo di quel mezzo senza età che è il treno.

E poi, ti chiederai, che è successo?

Assolutamente nulla. Un bel giorno il suo capo s’è inventato che doveva diventare bigliettaio alla stazione e lui -anziché difendere il suo sogno- ha acconsentito, preferendo all’esito incerto della battaglia una resa sicura e senza complicazioni.

Eccolo, ora, chiuso nel suo gabbiotto a fare il prezzo delle avventure degli altri, ad irritarsi per un nonnulla e ad amareggiarsi per ancora meno.

Credimi, io piango quando vedo queste cose perché non è per questo che venite al mondo. Ciascuno di voi è un seme di bellezza e libertà e il mio compito è proprio quello di stuzzicarvi e di smuovervi perché, a differenza degli altri semi, voi non mettete radici in un unico luogo né germogliate un’unica volta.
Potete sbocciare ogni singolo giorno della vostra vita e regalare fiori incredibili: io non sono altro che il soffio che può renderlo possibile.

Sono la scintilla che sprigiona la fiamma, la spinta che mette in moto qualunque meccanismo.
Ravvivo in voi l’amore per la vita ed il desiderio di contribuire a creare un luogo migliore per voi e per chi verrà.

Sono la primavera nel cuore. 

Sono tanto più visibile quanto più entrate in contatto con voi stessi; sopraggiungo più in fretta quanto più imparate a conoscervi.

Proprio tu, mia cara amica, hai scoperto di potermi scorgere più nitidamente nel silenzio del bosco e nella vastità del campo; hai capito che posso agire sui tuoi pensieri -sempre così ingarbugliati- e che posso mettervi ordine, affinché si trasformino in storie in grado di veicolare suggestioni e desideri.

Tu riversi il tuo sentire in mondi immaginari e fili di parole, ma quanti giri ho dovuto indurti a compiere per permetterti di scoprirlo!

Sono io che ho posto una perla bianca di insoddisfazione nel tuo cuore, per non farti adagiare, per non permetterti di fermarti.

Quanta strada hai percorso e quanta ancora ne percorrerai. Quel fastidio, quella vocina che in questi giorni ti ha sussurrato “qualcosa non va” ero di nuovo io.

Vedi che, per quanto inafferrabile, pure io ho delle leggi a cui sottostare, persino io rispetto i cicli che dominano l’universo.

Mi sono presentata a te in autunno ed ero il desiderio di ritirarti in te stessa, di ascoltarti; in inverno sono tornata ed ero un caldo tepore per aiutarti a proteggere e a rendere forte quanto era appena nato; ora mi ripresento che è primavera, e tu senti irresistibile la spinta ad espanderti, a uscire da te.

Tutto quello che ti è sembrato ti poteva bastare ora non ti basta più, ma ti svelerò un segreto: sono io che agisco, perché non voglio che quanto hai trovato ti soddisfi senza dare frutto.

Sei all’inizio di una nuova strada, per l’ennesima volta, ma questa è la vita.
Ogni arrivo è una nuova partenza e ogni partenza è anche un arrivo.
Io ti dono la capacità di intuire le connessioni invisibili che guidano i tuoi passi, ma sei solo tu che puoi decidere se vale la pena fidarsi.

Del resto, dal momento che conosco la tua risposta, ti pregherei di non dubitare mai più del mio operato: ai tuoi occhi può apparire misterioso, ma ricorda sempre che io sono pane per gente coraggiosa.

Attendo con gioia la tua prossima mossa, per ora ti saluto e ti mando un grande abbraccio.

Con affetto,

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