Superare la vertigine

Fare fatica
22 settembre 2017

Sono qui, seduta da circa mezz’ora lungo l’argine del Po a fissare il prato.
Fa ancora troppo caldo al sole, fa già troppo fresco all’ombra, mi agito, mi sposto, fatico a trovare la concentrazione e le parole giuste per dare voce al fiume di pensieri che ho nella testa.

Rimandavo questo momento da giorni: la fatica di sedermi e provarci, tentare di incanalare l’energia frenetica che mi sveglia d’improvviso al mattino in frasi che possano aiutarmi a trovarne una causa.

Il fatto è che è pesante.

Il carico delle cose che ho deciso, che ho intrapreso, che ho avviato, che ho cambiato, che ho desiderato, che ho abbandonato, che ho fatto o che non sono riuscita a fare da gennaio a questa parte, è davvero notevole.

Da giorni la mente rimbalza senza tregua tra passato e futuro, incastrandomi tra l’urgenza di nuove decisioni da prendere e la necessità di fermarmi a districare la matassa, tentare di alleviare il peso gettando via le tante strade interrotte.

Io lo amo questo lavoro che mi sto costruendo, amo profondamente ogni giorno, ogni ora, ogni minuto e ogni secondo, ma certo è anche bello faticoso stare al passo con questo mutamento continuo.

<<Non ci sono limiti alle strade che puoi intraprendere, e allo stesso tempo non puoi intraprendere tutte le strade.
Questo senso di vertigine costante, ecco, credo che sia questa la cosa più difficile del lavoro in proprio,
ed il motivo per cui il lavoro in proprio non è per tutti.

Quanto coraggio ci vuole per svegliarsi ogni mattina
e sapere che tutto quello che otterrai dipende solo da te?>> 

Me lo domandavo nel mio quaderno il 16 gennaio 2017, e mi fa sorridere leggere in questo flusso di coscienza la parola “coraggio”, una minuscola anteprima di quella che poi sarebbe diventata la pietra angolare della nuova Oulipò.

E poi ci sono le persone con cui ti confronti, i professionisti che stimi e che ti sembrano sempre un passo avanti, il desiderio di costruire qualcosa di altrettanto valido e il bisogno di mantenere sempre l’attenzione alta, altissima, rispetto a quello che vuoi veramente, per non perderti in vicoli ciechi.

Perché rifletto su queste cose qui, oggi?

Perché scrivere è l’unico modo che ho per mettere ordine e condividere è l’unico modo che ho per gettare piccoli ponti.

Ed io lo so che questo è un sentimento diffuso.

Sento parlare di decluttering, di “settembre è il nuovo gennaio”, di bisogno di rallentare, rallentare, rallentare sempre di più, perché non siamo più abituati a camminare al nostro ritmo, ma è tutta la vita che corriamo al ritmo degli altri.

Forse è per questo che sono attratta da quelle immagini in cui ogni cosa è sospesa, e che creo a mia volta un mondo scandito da lunghe pause contemplative dove, dappertutto, si arriva solo a piedi. 

 

Un post condiviso da Clarissa Cozzi (@segui_le_briciole) in data:

Forse è da qui che è germogliato l’hashtag #DesideriVagabondi, una piccola bolla su Instagram in cui sentirsi liberi di affidare ad un’immagine il peso di quei desideri che non ci lasciano al mattino, che esprimiamo a labbra strette o a cui forse rinunciamo per mancanza di tempo, di convinzione, per paura o per pudore.

 

Un post condiviso da Clarissa Cozzi (@segui_le_briciole) in data:

Forse è qui che affonda le radici lo scopo più autentico delle mappe che disegno.

Prendersi per mano e imparare finalmente ad assecondarlo, il proprio ritmo rallentato, che in fondo cos’è il peso delle proprie scelte se non il peso specifico della propria vita? E non è forse la nostra risorsa più preziosa, questa?

Ci sono sempre tanti desideri che vorrei esaudire, lambiti da un flusso di energia sommersa che quando s’imbizzarrisce mi costringe a correre senza sosta da una cosa all’altra, sfinendomi. Lo so che è così, che sono fatta così, per questo, per ora, mi accontento solo di esprimerli, questi desideri, e di lasciare a ciascuno il tempo di rivelarsi per quello che è…

Un vicolo cieco, o una nuova direzione del cammino.

Briciole per i tuoi momenti complicati

➸ Immagina dove/come vorresti essere tra un anno (in termini di business!) e scrivi una lettera per ringraziare la te stessa di oggi.
Ringraziala per la fatica, i sacrifici, gli sbagli e i fallimenti. 
Ringraziala perché poteva scegliere di arrendersi, invece ha fatto tesoro di tutto e ti ha portata dove volevi arrivare.

➸ Completa la mappa dei desideri: prenditi dieci minuti al giorno, al mattino o alla sera, per esprimere un desiderio e affidarlo alle stelle.

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